martedì 1 maggio 2012

Perchè Festa dei Lavoratori ?


<<Lasciate che si senta la voce del popolo!>> - Furono queste le ultime parole che August Spies riuscì a pronunciare con il cappio al collo, poco prima di morire. Con la sentenza del 20 Agosto 1887 emessa dal tribunale,infatti, un gruppo di operai e organizzatori sindacali furono condannati a morte per aver indetto lo sciopero ed una manifestazione volti a ridurre l'orario lavorativo quotidiano ad 8 ore, nel 1° Maggio 1886. E' ,dunque, dovere di ogni cittadino tenere sempre bene a mente quanto,duramente, persone prima di noi si sono impegnate nel raggiungimento di uno scopo comune. Che questo, poi, consiste nella conquista di un sacrosanto diritto, è quanto, ancor di più, occorre alla generazione attuale,la nostra, per rivolgere lo sguardo alla vera realtà, quella che tutti meritiamo, che va afferrata con gli artigli e per la quale è necessario combattere.
A noi tutti, ricordiamo questi uomini del passato perchè in essi è incarnato lo spirito dell'intera nazione e dei suoi lavoratori. Ergo, siamo tutti chiamati a celebrare questa giornata in memoria di chi ha scelto di agire in nome del proprio futuro e in quello di un'intera comunità.
Riponiamo le spade ed armiamoci di coraggio! E' questo l'ammonimento che il 1° Maggio di ogni anno vuole fare al suo popolo. Insieme possiamo essere forti, possiamo ribaltare le sorti della Nazione e soprattutto possiamo essere liberi di provarci.
Lasciamo, allora, che le grida di tutti noi risuonino nelle piazze come campane a festa, che finalmente la voce del popolo trovi libera espressione in un clima di totale accoglimento da parte di tutti coloro che non rinunciano al giusto procedere dell'intera società.
Provochiamo il potere e non lasciamoci privare della possibilità di scegliere.
Possiamo essere fautori del nostro destino e di quello delle generazioni future, proprio come ci hanno dato prova i nostri padri, il cui sangue è stato versato perchè non hanno mai smesso di crederci. Ebbene dimostriamoci figli degni dei loro nomi e padri che scelgono di agire.
D'altra parte,“L'Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”, ma è ancora cosi?
Apriamo gli occhi!


Angelica Silvestri - OmniaUnimol
                                                                                              

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